Il quinto quarto

[rimangono solo gli scarti]

Categoria: Sabati

maria-licci-corna

Si può perdere anche senza sapere cosa.

 

[Louie S02 E05]

*Pensieri collaterali di luglio*

Non abituarsi all’infelicità

Compatibilmente col non avere niente di quello che ha sempre desiderato,
Uno può anche essere felice per alcuni giorni di fila.
Giuro.

Fare l’amore vestiti.

Siamo sempre i soliti.

Loro (sia quelli qui sopra che quelli qui sotto) sono  gli A M Y C A N B E.

Vengono da Cervia (RA), ma cantano e soprattutto suonano in inglese. Un po’ di anni fa infatti, dopo aver fatto la colletta per prodursi da soli le cinque tracce di “Yellow suit EP”, hanno firmato un foglio e sono andati in giro, non più per la Romagna, ma per il Regno Unito a far sentire le canzoni dei loro albi* ai sudditi di Sua Maestà, che erano contenti anche se di musica indipendente ne hanno fin sopra i capelli. Dopo un paio di tour, si sono impuntati che dovevano tornare in Italia e ieri sera sono venuti a Roma. Hanno suonato principalmente i pezzi dell’album nuovo, “Mountain whales”, che mi era piaciuto subito al primo ascolto, tutto dall’inizio alla fine. Visto che c’è già Rockit che dice “gli Amycanbe ricordano questo e quello, creano le atmosfere, ti conducono nei mondi”, io voglio solo lamentarmi dell’ingiustizia del mondo, perché ieri sera c’era più gente sopra il palco che sotto. Una situazione veramente disagevole e che ha addolorato tutti i presenti. Cioè, questi cinque sono proprio capacissimi di suonare, non se la sentono come certi altri gruppi e sono contenti di quello che stanno facendo. Costano poco e, se glielo chiedi, vengono a continuare il concerto a casa. Quindi, non capisco: voi che cosa dovevate fare di così urgente ieri sera?  Un gruppo così, quando ci ricapita?

Certe volte penso che Sanremo ce lo meritiamo proprio, guarda.

*  “Being A Grown-Up Sure Is Complicated” pubblicato dall’inglese Dancing Turtle nel Novembre 2007,  mai stato distribuito in Italia, “The world is round” (EP) e “Mountain Whales” [2011].

Davanti al mio cancello di notte


Grazie di aver parlato a bassa voce
Come quelli che hanno ragione 

Scary.

Avere il bidet. Giancarlo Scheri, direttore di Fiction Mediaset, qualche mese fa durante una trasmissione che si occupa abbastanza seriamente di televisione, ha dichiarato che «la fiction italiana è di gran lunga migliore di quella europea».  Uno degli analisti presenti, sconvolto, come per farsi dare un pizzicotto, gli ha chiesto: «E quella inglese, allora?». «Migliore anche di quella inglese». Perché loro non hanno il bidet.

Natale in Inghilterra. Dunque, io la scorsa notte, non potendo prendere sonno a causa delle parole di Scary, ho visto This is England ’88, tre puntate andate in onda alle dieci di sera del 13, 14 e 15 dicembre su Channel 4.  Se lo sono guardato 3 milioni di inglesi che probabilmente, mentre si mangiavano delle schifezze al gusto colesterolo coi piedi negli acari del carpet, hanno pensato che se fosse stata appena appena meno figa, col cazzo che se la sarebbero guardata per tre sere di fila. Qualche critico ha scritto sul giornale che il disagio dei personaggi era irritante. Una cosa che Aldo Grasso non ha mai avuto neanche la possibilità di pensare, essendo costretto a scrivere trafiletti su Caldo criminale Sarò sempre tuo padre* (o il-nuovo-show-di-Fiorello-che-fa-il-50).

This is England ’86 era un capolavoro da ogni punto di vista. Anche se non sono sua amica, mi sento di affermare con certezza che Meadows aveva l’urgenza di raccontare delle cose che i 100 e 1 minuti del film non consentivano di raccontare. In sintesi, le storie erano migliori perché gli amici stavano tutti insieme, pure troppo. Infatti due anni dopo dice che è andato tutto abbastanza a puttane, ognuno per la sua strada. Il disagio. Questi stanno proprio male, una merda, perché hanno smesso di volersi bene e fumarsi duemila sigarette al minuto: sono rimasti solissimi, di quella solitudine che se riesci a immaginartela, vuol dire che stai una chiavica anche tu. In sintesi, quello che sta meglio di tutti è Combo. In prigione.

Il tema. Secondo me This is England ’88 insegna che chi è destinato a stare insieme non può stare separato, se no impazzisce e fa le scenate in strada davanti a tutti. E in più gli rimane tatuato sulla mano il nome della persona sbagliata.

La morale. La morale di questo post è che chi vuole scrivere delle sceneggiature decenti deve andare via e imparare la lingua.

Amen.

*Per chi vive in un mondo migliore: quelli citati sono titoli di fiscion che esistono davvero e  molti degli italiani con la macchinetta dell’auditel le hanno guardate.

Comparativi di molta probabilità

Molto probabilmente scrivere le cose qua è meglio che (1) parlar da soli, (2) dar delle testate nel muro o (3) inveire contro i bambini per la strada.

Chiudere un occhio

Otto ore di macchina per tornare a casa dopo una giornata di lavoro (3,83 € /h).

In questo tempo, non potendo dormire a causa dei cosi della cintura di sicurezza piantati nel fianco, ho concluso che molto spesso la cosa giusta da fare è abbandonare ogni proposito di miglioramento.

Solo allora, con un’insolita combo di liberazione e ansia, sono riuscita ad abbandonarmi al sonno dei giusti (impagabile/h+ maggiorazione notturna).

Immediatamente toccava scendere dall’auto e facevano 2 gradi.

Una cosa che posso fare solo di sabato perché non lavoro.

Ogni tanto uno scrive qualcosa. Io stamattina ho scritto questo.

Ho una serie di discorsi bellissimi nelle bozze di gmail. Gli ho dato i nomi per esteso di sostanze chimiche di uso quotidiano. Erano discorsi che messi tutti insieme facevano il discorso migliore. Adesso non mi ricordo neanche una frase, quindi sparerò sul momento una cosa un po’ sintetica ma d’impatto, tipo “Io son qua, vedi tu”.