Siamo sempre i soliti.

Loro (sia quelli qui sopra che quelli qui sotto) sono  gli A M Y C A N B E.

Vengono da Cervia (RA), ma cantano e soprattutto suonano in inglese. Un po’ di anni fa infatti, dopo aver fatto la colletta per prodursi da soli le cinque tracce di “Yellow suit EP”, hanno firmato un foglio e sono andati in giro, non più per la Romagna, ma per il Regno Unito a far sentire le canzoni dei loro albi* ai sudditi di Sua Maestà, che erano contenti anche se di musica indipendente ne hanno fin sopra i capelli. Dopo un paio di tour, si sono impuntati che dovevano tornare in Italia e ieri sera sono venuti a Roma. Hanno suonato principalmente i pezzi dell’album nuovo, “Mountain whales”, che mi era piaciuto subito al primo ascolto, tutto dall’inizio alla fine. Visto che c’è già Rockit che dice “gli Amycanbe ricordano questo e quello, creano le atmosfere, ti conducono nei mondi”, io voglio solo lamentarmi dell’ingiustizia del mondo, perché ieri sera c’era più gente sopra il palco che sotto. Una situazione veramente disagevole e che ha addolorato tutti i presenti. Cioè, questi cinque sono proprio capacissimi di suonare, non se la sentono come certi altri gruppi e sono contenti di quello che stanno facendo. Costano poco e, se glielo chiedi, vengono a continuare il concerto a casa. Quindi, non capisco: voi che cosa dovevate fare di così urgente ieri sera?  Un gruppo così, quando ci ricapita?

Certe volte penso che Sanremo ce lo meritiamo proprio, guarda.

*  “Being A Grown-Up Sure Is Complicated” pubblicato dall’inglese Dancing Turtle nel Novembre 2007,  mai stato distribuito in Italia, “The world is round” (EP) e “Mountain Whales” [2011].
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