Il quinto quarto

[rimangono solo gli scarti]

Categoria: Frasi poetiche altrui

 

[Louie S02 E05]

Scelte discrezionali.

Raz Degan per Regione Lombardia.

Esistono luoghi in cui indossare una camicia a quadri ha un senso.

Kelly Osbourne, 2009

Mi hai detto che dobbiamo fare le cose che ci rendono felici.

O mi è andata di culo o sono stata proprio brava.

 

 

Un australiano vestito da cane

       "ISOLATION & SELF-DEFEAT"
          WILFRED
You know what you should do? 
March on over to Mrs. Stevenson's house, 
and tell her the truth.

                      [Wilfred US SO1E10]

Fare l’amore vestiti.

Se penso quello che dico.

Voglio parlare con la solita amabile sciatterìa di una cosa finita nel mio dimenticatoio universitario: la scelta del registro linguistico in relazione al contenuto della comunicazione.

Nell’esempio qui sopra, il parlante mostra come un’idea di merda possa essere espressa senza ambiguità usando il registro appropriato: quello di Antonio Cassano. Il registro di Antonio Cassano è per definizione povero a livello lessicale, disorganizzato a livello sintattico e più adatto ad accompagnare i gesti.
Il soggetto osservato – che per comodità e ridondanza chiameremo Cassano – domina la conversazione traducendo – sebbene in modo inappropriato – le parole dell’interlocutore con termini a lui più familiari (appartenenti al suo tono e livello espressivo). Usa figure retoriche classiche di base, come la reticentia, quando minaccia di pensare quello che dice. Cerca  infine di chiarire il già chiarissimo concetto gesticolando in modo eccessivo e con entrambe le mani, ostenta sorrisi ammiccanti e cerca l’approvazione degli altri partecipanti che godono della sua eloquenza virile.

Cassano, tu a Gorgia tu gli fai una pippa senza manco diventare frocio.

Purtroppo però Gorgia è morto e purtroppo la scelta del registro linguistico presuppone che il parlante sia in possesso di una varietà di registri che può decidere di usare a seconda del contesto. È evidente che el gordito ha preferito collezioni di altro genere nel corso della sua vita linguistica.

Mi piacerebbe pensare che sia questa deficienza culturale a renderlo incapace di concepire, e quindi esprimere, un altro tipo di contenuti. Ma mentirei a me stessa.

Per cui, mi limito a fargli i complimenti  per la parure di brillanti.

Yves Saint Laurent ha inventato tutto.

Yves Saint Laurent ha inventato tutto.

Anche lui.

Ottomiladuecentoquaranta (circa)

Nonostante i freddi, le piogge, i tir, i clacson e il buio, siamo illese. C’è solo da stringere il bullone di serraggio della pedivella perché balla un po’.

Scary.

Avere il bidet. Giancarlo Scheri, direttore di Fiction Mediaset, qualche mese fa durante una trasmissione che si occupa abbastanza seriamente di televisione, ha dichiarato che «la fiction italiana è di gran lunga migliore di quella europea».  Uno degli analisti presenti, sconvolto, come per farsi dare un pizzicotto, gli ha chiesto: «E quella inglese, allora?». «Migliore anche di quella inglese». Perché loro non hanno il bidet.

Natale in Inghilterra. Dunque, io la scorsa notte, non potendo prendere sonno a causa delle parole di Scary, ho visto This is England ’88, tre puntate andate in onda alle dieci di sera del 13, 14 e 15 dicembre su Channel 4.  Se lo sono guardato 3 milioni di inglesi che probabilmente, mentre si mangiavano delle schifezze al gusto colesterolo coi piedi negli acari del carpet, hanno pensato che se fosse stata appena appena meno figa, col cazzo che se la sarebbero guardata per tre sere di fila. Qualche critico ha scritto sul giornale che il disagio dei personaggi era irritante. Una cosa che Aldo Grasso non ha mai avuto neanche la possibilità di pensare, essendo costretto a scrivere trafiletti su Caldo criminale Sarò sempre tuo padre* (o il-nuovo-show-di-Fiorello-che-fa-il-50).

This is England ’86 era un capolavoro da ogni punto di vista. Anche se non sono sua amica, mi sento di affermare con certezza che Meadows aveva l’urgenza di raccontare delle cose che i 100 e 1 minuti del film non consentivano di raccontare. In sintesi, le storie erano migliori perché gli amici stavano tutti insieme, pure troppo. Infatti due anni dopo dice che è andato tutto abbastanza a puttane, ognuno per la sua strada. Il disagio. Questi stanno proprio male, una merda, perché hanno smesso di volersi bene e fumarsi duemila sigarette al minuto: sono rimasti solissimi, di quella solitudine che se riesci a immaginartela, vuol dire che stai una chiavica anche tu. In sintesi, quello che sta meglio di tutti è Combo. In prigione.

Il tema. Secondo me This is England ’88 insegna che chi è destinato a stare insieme non può stare separato, se no impazzisce e fa le scenate in strada davanti a tutti. E in più gli rimane tatuato sulla mano il nome della persona sbagliata.

La morale. La morale di questo post è che chi vuole scrivere delle sceneggiature decenti deve andare via e imparare la lingua.

Amen.

*Per chi vive in un mondo migliore: quelli citati sono titoli di fiscion che esistono davvero e  molti degli italiani con la macchinetta dell’auditel le hanno guardate.

La cosa peggiore [migliorata]

Questo post era già il peggiore.