Il quinto quarto

[rimangono solo gli scarti]

Categoria: Cattivi sentimenti

Cose che ti si rivoltano contro (inaspettatamente)

Alla luce delle mie scelte più recenti,

la seconda visione di Moonrise Kingdom

è stata distruttiva.

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maria-licci-corna

Si può perdere anche senza sapere cosa.

Cose a cui bisogna rinunciare per essere felici

1. Carboidrati.
2. Amico con cui fare all'amore ogni tanto (in assenza di carboidrati). 
3. Sfidare con le tette la forza di gravità (per sempre).
4. Vestiti (nuovi) gratis in tutti i negozi.
5. Denti bianchi come le piastrelle.
6. Computer che non si impianta MAI.
7. Combattere la sindrome premestruale.
8. Andare a letto senza struccarsi. 
9. Capire Lynch.
10. Dormire tutta la notte senza svegliarsi per fare pipì.
11. Scaricare sempre i film in 20 minuti.
12. Avere il culo oggettivamente piccolo.
13. Non prendere multe.

Ciao.

Scelte discrezionali.

Raz Degan per Regione Lombardia.

*Saggi consigli di mimetismo generico*

 

Nei luoghi dove tutto è marrone,

siate marroni.

Un australiano vestito da cane

       "ISOLATION & SELF-DEFEAT"
          WILFRED
You know what you should do? 
March on over to Mrs. Stevenson's house, 
and tell her the truth.

                      [Wilfred US SO1E10]

Se penso quello che dico.

Voglio parlare con la solita amabile sciatterìa di una cosa finita nel mio dimenticatoio universitario: la scelta del registro linguistico in relazione al contenuto della comunicazione.

Nell’esempio qui sopra, il parlante mostra come un’idea di merda possa essere espressa senza ambiguità usando il registro appropriato: quello di Antonio Cassano. Il registro di Antonio Cassano è per definizione povero a livello lessicale, disorganizzato a livello sintattico e più adatto ad accompagnare i gesti.
Il soggetto osservato – che per comodità e ridondanza chiameremo Cassano – domina la conversazione traducendo – sebbene in modo inappropriato – le parole dell’interlocutore con termini a lui più familiari (appartenenti al suo tono e livello espressivo). Usa figure retoriche classiche di base, come la reticentia, quando minaccia di pensare quello che dice. Cerca  infine di chiarire il già chiarissimo concetto gesticolando in modo eccessivo e con entrambe le mani, ostenta sorrisi ammiccanti e cerca l’approvazione degli altri partecipanti che godono della sua eloquenza virile.

Cassano, tu a Gorgia tu gli fai una pippa senza manco diventare frocio.

Purtroppo però Gorgia è morto e purtroppo la scelta del registro linguistico presuppone che il parlante sia in possesso di una varietà di registri che può decidere di usare a seconda del contesto. È evidente che el gordito ha preferito collezioni di altro genere nel corso della sua vita linguistica.

Mi piacerebbe pensare che sia questa deficienza culturale a renderlo incapace di concepire, e quindi esprimere, un altro tipo di contenuti. Ma mentirei a me stessa.

Per cui, mi limito a fargli i complimenti  per la parure di brillanti.

Come farò quando non ci sarò più?

Cattivi sentimenti

Lena Dunham è nata nel 1986 nel mese di maggio. Come me. Ma qui finiscono le cose che abbiamo in comune.
Infatti, lei è stata partorita il 13 del mese (ma qualcuno dice il 5) a New York da una madre di nome Laurie Simmons, famosa perché come lavoro fa le foto ai fantocci, e da Carroll Dunham che se lo cerchi su Google, come terza cosa ti dice che espone le sue opere al MoMa.

Anche se non era necessario, la piccola Lena si  è iscritta al DAMS dell’Ohio e, per distinguersi subito dai suoi compagni di corso, si è laureata in tempo. Un paio di mesi dopo la cerimonia, siccome si rompeva le palle a casa coi suoi genitori  artisti di fama internazionale, ha deciso di fare quella cosa di Woody Allen, ovvero scrivere + dirigere + interpretare [+ dare un titolo bellissimo a] il suo primo film, Tiny Furniture. Il film parla di lei che interpreta se stessa, che torna a casa dopo la laurea al DAMS e interagisce con sua madre che interpreta se stessa e sua sorella che interpreta se stessa. Suo papà non c’è: probabilmente era impegnato al Guggenheim in una retrospettiva su se stesso. La trama è un po’ così, ma ha vinto lo stesso il premio come Miglior Roba Narrativa al South by Southwest Music and Media Conference.

La mattina dopo aver ritirato il premio, Lena si  è svegliata con un inspiegabile senso di insoddisfazione e ha detto tra sé e sé (e il produttore esecutivo Judd Apatow): <<Perché non trasformo il mio primo film in una (bella) serie tv sulle ragazze come me e la HBO me la fa dirigere e interpretare con le mie amiche d’infanzia figlie di David Mamet e Brian Williams della NBC?>>.

Un quarto d’ora dopo  GIRLS è stato rinnovato per la seconda stagione.

Grazie Gesù. Davvero.

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