Il quinto quarto

[rimangono solo gli scarti]

Categoria: Cineprese

Cose che ti si rivoltano contro (inaspettatamente)

Alla luce delle mie scelte più recenti,

la seconda visione di Moonrise Kingdom

è stata distruttiva.

26.11

Un australiano vestito da cane

       "ISOLATION & SELF-DEFEAT"
          WILFRED
You know what you should do? 
March on over to Mrs. Stevenson's house, 
and tell her the truth.

                      [Wilfred US SO1E10]

Cattivi sentimenti

Lena Dunham è nata nel 1986 nel mese di maggio. Come me. Ma qui finiscono le cose che abbiamo in comune.
Infatti, lei è stata partorita il 13 del mese (ma qualcuno dice il 5) a New York da una madre di nome Laurie Simmons, famosa perché come lavoro fa le foto ai fantocci, e da Carroll Dunham che se lo cerchi su Google, come terza cosa ti dice che espone le sue opere al MoMa.

Anche se non era necessario, la piccola Lena si  è iscritta al DAMS dell’Ohio e, per distinguersi subito dai suoi compagni di corso, si è laureata in tempo. Un paio di mesi dopo la cerimonia, siccome si rompeva le palle a casa coi suoi genitori  artisti di fama internazionale, ha deciso di fare quella cosa di Woody Allen, ovvero scrivere + dirigere + interpretare [+ dare un titolo bellissimo a] il suo primo film, Tiny Furniture. Il film parla di lei che interpreta se stessa, che torna a casa dopo la laurea al DAMS e interagisce con sua madre che interpreta se stessa e sua sorella che interpreta se stessa. Suo papà non c’è: probabilmente era impegnato al Guggenheim in una retrospettiva su se stesso. La trama è un po’ così, ma ha vinto lo stesso il premio come Miglior Roba Narrativa al South by Southwest Music and Media Conference.

La mattina dopo aver ritirato il premio, Lena si  è svegliata con un inspiegabile senso di insoddisfazione e ha detto tra sé e sé (e il produttore esecutivo Judd Apatow): <<Perché non trasformo il mio primo film in una (bella) serie tv sulle ragazze come me e la HBO me la fa dirigere e interpretare con le mie amiche d’infanzia figlie di David Mamet e Brian Williams della NBC?>>.

Un quarto d’ora dopo  GIRLS è stato rinnovato per la seconda stagione.

Grazie Gesù. Davvero.

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Macchinisti aggiunti (1)

Macchinista aggiunto di unità esterna
con la vertigine sulla testa,
l'avambraccio disegnato dal tatuatore,
e tutte le cicatrici dei piercing in faccia,
oggi mi ci piacevi proprio.
Bravo.
Ma non potevi farti mettere fisso in teatro?

Scary.

Avere il bidet. Giancarlo Scheri, direttore di Fiction Mediaset, qualche mese fa durante una trasmissione che si occupa abbastanza seriamente di televisione, ha dichiarato che «la fiction italiana è di gran lunga migliore di quella europea».  Uno degli analisti presenti, sconvolto, come per farsi dare un pizzicotto, gli ha chiesto: «E quella inglese, allora?». «Migliore anche di quella inglese». Perché loro non hanno il bidet.

Natale in Inghilterra. Dunque, io la scorsa notte, non potendo prendere sonno a causa delle parole di Scary, ho visto This is England ’88, tre puntate andate in onda alle dieci di sera del 13, 14 e 15 dicembre su Channel 4.  Se lo sono guardato 3 milioni di inglesi che probabilmente, mentre si mangiavano delle schifezze al gusto colesterolo coi piedi negli acari del carpet, hanno pensato che se fosse stata appena appena meno figa, col cazzo che se la sarebbero guardata per tre sere di fila. Qualche critico ha scritto sul giornale che il disagio dei personaggi era irritante. Una cosa che Aldo Grasso non ha mai avuto neanche la possibilità di pensare, essendo costretto a scrivere trafiletti su Caldo criminale Sarò sempre tuo padre* (o il-nuovo-show-di-Fiorello-che-fa-il-50).

This is England ’86 era un capolavoro da ogni punto di vista. Anche se non sono sua amica, mi sento di affermare con certezza che Meadows aveva l’urgenza di raccontare delle cose che i 100 e 1 minuti del film non consentivano di raccontare. In sintesi, le storie erano migliori perché gli amici stavano tutti insieme, pure troppo. Infatti due anni dopo dice che è andato tutto abbastanza a puttane, ognuno per la sua strada. Il disagio. Questi stanno proprio male, una merda, perché hanno smesso di volersi bene e fumarsi duemila sigarette al minuto: sono rimasti solissimi, di quella solitudine che se riesci a immaginartela, vuol dire che stai una chiavica anche tu. In sintesi, quello che sta meglio di tutti è Combo. In prigione.

Il tema. Secondo me This is England ’88 insegna che chi è destinato a stare insieme non può stare separato, se no impazzisce e fa le scenate in strada davanti a tutti. E in più gli rimane tatuato sulla mano il nome della persona sbagliata.

La morale. La morale di questo post è che chi vuole scrivere delle sceneggiature decenti deve andare via e imparare la lingua.

Amen.

*Per chi vive in un mondo migliore: quelli citati sono titoli di fiscion che esistono davvero e  molti degli italiani con la macchinetta dell’auditel le hanno guardate.

Hey kid, you want a toothpick?

Crazy, Stupid, Love è un’immane stronzata e sa di esserlo. Riconoscere il proprio male non significa tuttavia guarire. L’incipit è apprezzabile, solo che poi ci sono altri 117 minuti, tra cui questa roba.

Drive credo mi sia piaciuto perché Gosling ripete continuamente “Do you understand?“, ma potrebbe anche essere per via del bacio in ascensore seguito da cranio spappolato a calci. Le musiche sono notevoli  poi c’è l’inseguimento che è bellissimo. Sì, credo mi sia piaciuto.

The Ides of March doveva uscire nel 2008, ma sarebbe stato meglio mai. Estremamente paraculo e ben recitato. Salvifiche le luminarie di Papamichael. Locandina orrenda, trailer tamarro.

Credo così di aver esaurito la filmografia di Ryan Gosling ma non so come mi sento a riguardo.